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La Ribolla Gialla in Friuli

06 Settembre 2021
La Ribolla Gialla in Friuli
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Da l'Enologo - Mensile dell'Associazione Enologi Enotecnici Italiani

Durante l’Eocene (35-55 milioni di anni or sono) l’attuale pianura friulana era una zona di mare che si estendeva fino alle Prealpi. In realtà l’origine dei suoli è molto più recente, grazie al contributo successivo delle grandi glaciazioni, quella di Würm (120.000 - 10.000 anni fa) in particolare. Lo scioglimento dei ghiacci portò a valle enormi quantità di sedimenti che andarono a riempire le fosse marine che in seguito emersero dalle acque. Queste grandi depositi a strati di marne e sabbie più o meno calcificate costituiscono quelle formazioni dette flysch.

L’origine del flysch e la coltivazione della vite in Friuli

I flysch sono rocce sedimentarie molto diffuse, non solo in Italia, che hanno in comune un aspetto stratificato. Il termine deriva da una parola dialettale della Svizzera tedesca che significa “china scivolosa”. I flysch sono un complesso sedimentario che si è formato contemporaneamente all'orogenesi, alla origine cioè delle catene montuose. Dal punto di vista litologico, flysch indica una successione continuamente ripetuta di due o più tipi litologici, come arenarie, limo e argilliti, oppure arenarie e marne, o ancora calcari e argille e così via, con spessori totali anche di migliaia di metri.

 La Poncha in Friuli
La Poncha in Friuli

I flysch sono i classici sedimenti torbiditici terrigeni, che si sono depositati in ambiente marino principalmente come frane sottomarine e correnti di torbida ad elevata densità per la presenza di materiale detritico in sospensione, che si muovono verso il basso lungo un pendio sommerso (tipicamente, la scarpata continentale) per gravità. In realtà, quella che si muove è una massa d’acqua con una densa sospensione di detriti che quando arriva alla fine del pendio, perde energia e il materiale in sospensione si decanta: per prima si deposita la sabbia più grossolana, poi via via si depositano i detriti più sottili, fino alle argille: si origina così un banco di sedimenti di qualche metro Sono costituiti tipicamente da alternanze cicliche di livelli di arenaria, di argilla o marna, di calcare pelagico, che costituiscono unità stratigrafiche talora di notevole spessore.

I flysch alpini che danno origine ai suoli vitati del Collio e dei Colli orientali del Friuli, spesso metamorfizzati a scistoidi, e sono chiamati localmente “ponche”.

Il flysch di Cormòns

I terreni originati dai flysch presentano una grande variabilità nei costituenti minerali e sono particolarmente interessanti per la coltivazione della vite. Nel Collio strati di arenarie si alternano alle marne costituendo un terreno detto “flysch di Cormòns”. Terre di flysch e Ribolla hanno modellato le colline friulane. La “ponca” è sensibile all’erosione ed impone la sistemazione delle colline in terrazze e ciglioni, creando un legame strettissimo tra vite e paesaggio.

L'elevata variabilità dei costituenti fisici (i rapporti tra sabbia e marna) origina molteplici terroir dove i vini acquisiscono personalità sito specifiche.

Le zone vitivinicole della Ribolla

Il Friuli Venezia Giulia è una regione è prevalentemente montuosa (il 43% del suo territorio). La pianura occupa il 38 % e la collina il 19%.

La pianura è piatta e ricca di lagune, valli e paludi (Caorle, Marano e Grado); i fiumi hanno alvei alluvionali grandi tra cui il più importante è il Tagliamento con i suoi numerosi affluenti tra cui Fella.

Poi l'Isonzo che riceve tributo dal Torre, affluente arricchito dalle acque di Natisone. Il Timavo, che nasce in Slovenia e scorre sottoterra per ben 38 km per poi riaffiorare vicino a Monfalcone. Ma vi sono altri corsi d’acqua che spariscono nell’alta pianura e ricompaiono nella bassa pianura su terreni con composizioni più fini e argillose per l’affioramento della falda freatica. In quelli che erano i larghi alvei sassosi dei fiumi, detti “le grave”, si riescono a coltivare vigneti proprio grazie al buon drenaggio dei terreni.

 Fiume Tagliamento
Fiume Tagliamento

Un paesaggio splendido e mutevole, che può contare su un clima ideale, essendo al riparo dai venti nordici grazie alle Alpi Giulie, ma beneficiando del flusso mitigatore delle brezze adriatiche.

Il clima appartiene alla Regione Padano-Alpina con le caratteristiche definite dalle medie latitudini, mentre altre zone quali le zone dei Colli Orientali e più a Sud del Collio possono vantare un clima temperato sublitoraneo. Le zone collinari della Regione, mostrano una orografia alquanto mutevole e declività molto variabile.

Friuli: regione ideale per la Ribolla

Pendenza ed esposizione sono i responsabili di livelli di soleggiamento assai diversificati mentre dalla giacitura dipende l’entità degli accumuli d’aria fredda che regolano ad esempio la precocità della ripresa vegetativa primaverile. Rispetto al fondovalle il clima della fascia vitata si rivela in genere più caldo ed asciutto (effetto “thermal belt”).

Al rilievo si legano anche i circuiti di brezza di monte-valle dai quali dipende una ventilazione generalmente buona nei 180÷200 giorni annui in cui dominano condizioni anticicloniche con tempo stabile e soleggiato. In complesso comunque la ventosità è relativamente contenuta e le velocità medie annue del vento nell’areale viticolo risultano per lo più comprese fra 1 e 2 metri al secondo. Nel dettaglio l’areale collinare manifesta un deciso gradiente pluviometrico latitudinale con la parte più settentrionale interessata da precipitazioni più abbondanti e che preludono al massimo pluviometrico carnico, il principale dell’intero arco alpino. Dal punto di vista termico il clima rientra nel tipo temperato subcontinentale e si qualifica per temperature medie annue fra 13 e 14°C ed escursione annua di 19-20°C. L’analisi delle risorse termiche per la vite colloca l’area indagata nell’intervallo fra di 1800 e 2100 gradi Winkler e fra 2300 e 2500 gradi Huglin.

 Le Alpi Giulie in Friuli
Le Alpi Giulie in Friuli

Le risorse idriche si caratterizzano per assenza di svuotamento della riserva facilmente utilizzabile nei suoli ad elevata capacità di ritenzione idrica; tuttavia nell’areale in esame sono frequenti i suoli in cui la grossolanità e la ricchezza di scheletro riducono la riserva idrica consentendo uno svuotamento mediotardivo dei suoli, che si rivela favorevole alla produzione di vini di qualità.

La zona viticola del Collio

La zona del Collio, Coglio in italiano (antico), Brda in sloveno, Cuei in friulano e den Ecken in tedesco, vasta poco più di 1.500 ettari, dalla forma di una mezzaluna con le punte rivolte a nord, si è formata durante il periodo geologico dell’Eocene. I terreni presentano un’alternanza di marne, limi e argille calcaree, e arenarie con sabbie cementate, non molto fertili. È composta da un’area di colline che raggiungono i 270 metri s.l.m., estendendosi nella zona pedemontana a sud delle Prealpi Giulie, a ovest di Gorizia fino a Cormòns e oltre. Il territorio è protetto a nord dalle Prealpi Giulie e aperto a sud ai benefici effetti del clima marino.

Zona viticola del Collio
Zona viticola del Collio

La zona viticola dei Colli Orientali del Friuli

I terreni dei Colli orientali si presentano con un’alternanza di strati di marne e arenarie, il “flysch di Cormòns”. Qui le marne, che prevalgono sulle arenarie, hanno una forte base calcarea e sono ricche di potassio e di fosforo che con la compressione hanno assunto una forma quasi argillosa. Terreni compatti, soggetti a erosione, con sistemazioni a terrazza, rendendo uniche queste colline che non superano i 300 metri s.l.m. All’interno del comprensorio viticolo si alternano numerosi microclimi: più freschi e umidi a nord, a ridosso delle montagne, più miti e asciutti a sud.

Zona viticola dei Colli Orientali del Friuli
Zona viticola dei Colli Orientali del Friuli

La zona viticola delle Grave in Friuli

La zona viticola delle Grave, la più ampia nella Regione, tra Pordenone, San Daniele, Udine e Palmanova, si estende a cavallo del fiume Tagliamento e a ridosso dell’arco alpino. Si è formata nell’arco di millenni con i depositi di materiale calcareo dolomitico. Questo si è eroso così tanto da caratterizzare il terreno con un’ampia superficie sassosa che aumenta l’escursione termica tra il giorno e la notte e favorisce la coltivazione delle uve che danno vini profumati ed eleganti.

Zona viticola delle Grave in Friuli
Zona viticola delle Grave in Friuli

Caratteristiche ampelografiche della Ribolla gialla

Ribolla Gialla a grappolo piccolo
Ribolla Gialla a grappolo piccolo

La Ribolla presenta foglie di media grandezza, trilobate o quasi intere, un grappolo medio piccolo, forma cilindrica piramidale, mediamente compatto. Esistono distinte popolazioni a grappolo piccolo, o a grappolo lungo o con grappolo piramidale.

Germogliamento tardivo, verso la terza settimana di aprile, con fioritura nella prima decade di giugno ed invaia durante la prima decade di agosto. La maturazione è piuttosto tardiva, tra fine di settembre e primi di ottobre.

Attitudini colturali della Ribolla Gialla

 Vitigno Ribolla Gialla
Vitigno Ribolla Gialla

Vigoria: buona, produzione: buona e costante. Posizione del primo germoglio fruttifero: 2°-3° nodo. Si adatta quindi a forme di potatura corta. La fertilità delle gemme è media con un numero medio infiorescenze per germoglio: 1-2. Le femminelle non sono fertili. La Ribolla è soggetta a colatura ed al marciume dell'uva nelle annate molto umide. Per il suo germogliamento tardivo sfugge ai danni delle brinate primaverili. Comportamento rispetto alla moltiplicazione per innesto: normale.

La Ribolla gialla era scesa sotto i 100 ettari negli anni ’80. Poi un' importante opera di rivalorizzazione l’ha riportata agli attuali 435, di cui 362 già rivendicati a DOC, cifra destinata a salire rapidamente vista la notevole attività vivaistica degli ultimi anni.

I cloni disponibili per la Ribolla Gialla

001 CRAVIT selezionato dall’ERSA e VCR 100 e VCR 417, selezionati dai Vivai Cooperativi di Rauscedo. Inoltre è disponibile una selezione massale VCR (Petrussi). La Ribolla gialla ha buona affinità d’innesto, tuttavia la combinazione più impiegata è quella col Kober 5BB che ha relegato il 3309 ed il 420 A su ruoli minori. La forma di allevamento ha subito e sta subendo una certa evoluzione.

Il Guyot doppio (cappuccina) ha ceduto inizialmente ettari a forme espanse a bassa densità (Sylvoz, Casarsa). Tuttavia queste ora sono accusate di maggior sensibilità alle malattie del legno e l’adozione di alcuni disciplinari che prevedono densità d’impianto medio alte (oltre 4000 piante /Ha) fanno propendere per impianti a sesti stretti, potati a Guyot (semplice o bilaterale) o a cordone speronato.

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